Venerdì 5 maggio 2017 alle 17.30, con ingresso libero, il Museo Leone di Vercelli inaugura il nuovo allestimento del Corridoio delle Cinquecentine dal titolo Là dove la battaglia è più furiosa”. Cinque secoli di assedi e fortificazioni tra Piemonte ed Europa, una mostra dedicata alla storia e alle scene di assedi, guerre e fortificazioni, con un particolare focus su Vercelli e il Piemonte, ripercorsa attraverso l’esposizione di volumi, tavole, antiche stampe e manoscritti, compresi tra la fine del Quattrocento e la metà dell’Ottocento.

Nessuno, infatti, si aspetterebbe che la tranquilla Vercelli dei giorni nostri sia stata un tempo una grande e importante fortezza di confine, circondata da mura e bastioni, protetta da numerose bocche da fuoco. Dal XV secolo, entrata a far parte del ducato sabaudo, dopo essere stata parte della signoria dei Visconti, rinforzò ulteriormente le sue fortificazioni e molto fu speso per trasformarla in una munita sentinella il cui scopo era quello di guardare a oriente, con le sue potenti artiglierie e con gli sguardi attenti dei suoi soldati. Le sue difese furono tali da essere considerata dai Savoia come la città più sicura dei loro domìni, tanto che spesso la corte vi soggiornò, soprattutto nei momenti di pericolo.

Così armata Vercelli affrontò tre duri assedi: il primo, nel 1617, da parte degli Spagnoli, durante le guerre per la successione del Monferrato; il secondo, nel 1638, sempre per mano spagnola quando il governatore di Milano, il marchese di Leganes, cinse d’assedio la città con oltre ventimila uomini. Il terzo, nel 1704, fu invece imposto dalle truppe francesi durante la guerra di successione di Spagna. Fu in seguito a quest’ultimo tragico evento che i vincitori, per volere del duca di Vendôme, ordinarono l’abbattimento delle mura e della cittadella, il cui tracciato è oggi sostituito dalla cerchia dei viali che delimita il centro della città. Vercelli, dunque, come bastione orientale del ducato di Savoia e nodo fondamentale del suo sistema difensivo, entra pienamente e con rilevanza negli avvenimenti storici che hanno investito il Piemonte e l’Europa in quei secoli tanto travagliati.

Da qui, di conseguenza, l’idea di utilizzare le collezioni librarie e documentarie raccolte con tanta dedizione e amore da Camillo Leone per realizzare un percorso che illustrasse alcuni aspetti storici e sociali della Vercelli fortificata, cercando di capire quale fosse la vita che si svolgeva all’interno delle sue mura durante i drammatici momenti che caratterizzavano gli assedi, con la violenza dei bombardamenti e lo spettro della fame e delle epidemie. Impossibile, poi, trattare la storia della città indipendentemente da quella del Piemonte e del resto dell’Europa, alla quale è dedicata una sezione che illustra alcune guerre d’assedio particolarmente rilevanti. Affascinante, infine, osservare, attraverso le pregevoli illustrazioni e tra le righe di antichi trattati militari, la frenetica evoluzione delle artiglierie a polvere da sparo e delle tecniche d’assalto, in costante competizione con il progredire dell’architettura delle fortezze fino al tramonto di queste ultime alla soglia dell’età contemporanea quando la potenza dei cannoni è ormai inarrestabile e i castelli entrano solo nel nostro immaginario come immagine di un glorioso e romantico passato che ormai non esiste più, ben illustrato da alcune stampe di castelli piemontesi della metà dell’XIX secolo opera di Francesco Gonin.

 

 

L’esposizione rimarrà aperta fino all’autunno inoltrato. Sono previste visite guidate periodiche il cui calendario verrà comunicato nel corso della stagione. Sarà inoltre possibile prenotare visite guidate dedicate per gruppi (min. 10 persone) nonché visite per gruppi scolastici telefonando ai Servizi Educativi del Museo Leone al 348.3272584.

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