Pezzi unici_cofanetto arabo siculo

Cofanetto arabo siculo del XII secolo, avorio e metallo dorato, prodotto tipico delle botteghe islamiche. Non era usato per contenere reliquie ma gioielli e profumi, o anche usato come dono galante o per i matrimoni. Molti portavano delle iscrizioni augurali o versi (il cofanetto in questione però no, è completamente privo delle decorazioni e arabeschi tipici dell'arte islamica). Alcuni di questi cofanetti provengono dalle sacrestie delle chiese, dove in realtà non si conosceva la traduzione di queste incisioni, talvolta molto ''romantiche''. Per esempio il cofanetto conservato al museo di Cluny a Parigi riporta i seguenti versi: ''Unisciti a chi tu ami e non curare le parole dell'invidioso: l'invidioso non dà aiuto nell'amore. Non ha creato Iddio più bella vista di due amanti che sono sopra un solo letto. Abbracciati li ricopre la veste dell'amore''.

Come è noto, la Sicilia subì l'influenza musulmana nel corso del tempo. Alla morte di Maometto, avvenuta nel 632, aumentano le invasioni islamiche verso Occidente. I saraceni conquistano buona parte dell'Oriente, arrivando fino all'Indonesia; passano poi per Alessandria d'Egitto, arrivano in Andalusia e Catalogna: tutto l'arco meridionale del bacino mediterraneo è nelle loro mani (arrivano fino in Piemonte: una cronaca riporta la loro presenza di predoni saraceni presso Caresana). Nonostante la loro grande influenza, gli intensi scambi tra Islam e cristianesimo, tra arabi e Bisanzio, non cessano, ed è proprio in Sicilia che gli arabi si insedieranno per oltre due secoli. Attorno all'anno Mille arrivano i Normanni: gradualmente la Sicilia, e in particolare Palermo, diventano un melting pot culturale - normanni, arabi e greci collaborano anche sul piano politico e amministrativo, capendo l'enorme importanza dell'eredità della cultura bizantina e musulmana. Gli usi e i costumi si mescolano: le donne cristiane somigliano alle musulmane, parlano arabo, si ammantano di veli e abiti coloratissimi. Esplode la primavera delle scienze, della grammatica, della letteratura, della poesia, e anche ciò che al giorno d'oggi ci pare impossibile, ossia la condivisione e la tolleranza religiosa, in quel momento sono invece punti fondamentali della convivenza tra culture diverse a Palermo: cristiani e musulmani celebrano i loro riti liberamente - anche con processioni pubbliche.