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Vaso plastico in bronzo


Vaso a busto panneggiato di fanciullo. Provenienza sconosciuta, nella scheda inventariale manoscritta da Vittorio Viale si dice a «Si sa soltanto che fu dato al Leone dal Tallia»

Gli studi sui vasi plastici in bronzo in forma di testa o busto si sono finora concentrati sui ritrovamenti effettuati oltre le Alpi dove questi vasetti sono piuttosto diffusi. Per alcuni di questi contenitori, quelli cioè privi di un condotto per versare e forniti di un coperchio, si è ritenuto più probabile un contenuto costituito da grani profumati, incenso, polveri o spezie. Tuttavia non si esclude anche per i vasi a testa o busto senza condotto versatoio la possibilità di un loro utilizzo come balsamari, vista l’associazione con strigili in alcuni contesti funerari e date anche le informazioni disponibili sul contenuto residuo (olii aromatici, sostanze grasse, polveri profumate) . Si può attribuire ai vasetti norditalici la cronologia proposta in generale per queste forme, cioè dal tardo I agli inizi del III sec. d.C..
Le iconografie attestate sono diverse, diffusi sono i tipi «etnici», in Italia come anche nelle province occidentali; spesso queste iconografie richiamano un mondo esotico, a suggerire la provenienza da paesi lontani. I dati a disposizione non sono sufficienti per ipotesi sulle fabbriche e non si può escludere che alcuni di questi vasi fossero importati dall’Oriente.